Giuseppe: quello che cammina accanto a Kira

Nei libri di Kira c’è quasi sempre qualcuno dall’altra parte del guinzaglio.

Si chiama Giuseppe, anche se spesso Kira sembra convinta che sia lei a occuparsi di lui.

È l’uomo con cui condivide la casa, le passeggiate, le abitudini e una quantità imprecisata di biscotti che, secondo Kira, potrebbero essere distribuiti con maggiore generosità. È anche quello che deve interpretare i suoi sguardi, sopportare certe proteste e accettare il fatto che alcune decisioni domestiche siano già state prese senza consultarlo.

La loro storia, però, comincia molto prima di tutto questo.

Un incontro che cambia due vite

Quando Giuseppe incontra Kira, lei è ancora una cucciola.

Non c’è un momento solenne in cui qualcuno stabilisce che da quel giorno saranno inseparabili. Succede in maniera molto più semplice. Kira si avvicina, lo annusa, prende le sue misure e decide di fidarsi.

Da quel momento entra nella sua vita.

Giuseppe diventa la persona che Kira aspetta, osserva e segue. Quella accanto alla quale cresce e scopre il mondo. Per lei non è soltanto il padrone. È casa.

Ed è proprio da questo rapporto che prende forma Kira e il sole delle mattine.

Visto attraverso gli occhi di Kira

Una delle particolarità di Kira e il sole delle mattine è che Giuseppe non viene raccontato dall’esterno.

A raccontarlo è Kira.

Questo cambia tutto.

Le sue abitudini, le persone che incontra, le giornate buone e quelle più difficili passano attraverso lo sguardo di un cane che non comprende sempre le complicazioni degli esseri umani, ma sa accorgersi benissimo quando qualcosa non va.

Kira osserva Giuseppe con la naturalezza di chi gli vive accanto ogni giorno. A volte lo prende sul serio, altre molto meno. Lo aspetta, lo segue, lo controlla e, quando necessario, cerca di convincerlo che sia arrivato il momento di occuparsi di questioni ben più urgenti, come uscire o procurare qualcosa da mangiare.

Proprio per questo Giuseppe non ha bisogno di raccontarsi continuamente. Molto di lui emerge da ciò che Kira vede.

Gli anni cambiano le cose

In Kira e il tempo dei ricordi ritroviamo Giuseppe più avanti nel suo cammino.

Il rapporto con Kira è ancora lì, ma intorno a loro il tempo ha lasciato tracce. Alcune persone sono rimaste, altre appartengono ormai ai ricordi. Ci sono luoghi che significano qualcosa proprio perché un tempo vi è accaduto qualcosa.

Giuseppe porta con sé tutto questo.

Il secondo romanzo mostra un uomo che guarda anche indietro, non per restare fermo nel passato, ma perché certe persone e certi momenti continuano a far parte di ciò che siamo.

Kira rimane il filo che attraversa quegli anni. La sua presenza tiene insieme presente e memoria con quella semplicità che appartiene agli animali: per lei conta soprattutto esserci.

Gli anni cambiano le cose

In Kira e il tempo dei ricordi ritroviamo Giuseppe più avanti nel suo cammino.

Il rapporto con Kira è ancora lì, ma intorno a loro il tempo ha lasciato tracce. Alcune persone sono rimaste, altre appartengono ormai ai ricordi. Ci sono luoghi che significano qualcosa proprio perché un tempo vi è accaduto qualcosa.

Giuseppe porta con sé tutto questo.

Il secondo romanzo mostra un uomo che guarda anche indietro, non per restare fermo nel passato, ma perché certe persone e certi momenti continuano a far parte di ciò che siamo.

Kira rimane il filo che attraversa quegli anni. La sua presenza tiene insieme presente e memoria con quella semplicità che appartiene agli animali: per lei conta soprattutto esserci.

Perché Giuseppe non ha un volto

Nelle immagini dedicate ai romanzi Giuseppe viene mostrato di spalle.

È una scelta precisa.

Dargli un volto definito significherebbe consegnare al lettore un’immagine già pronta. Preferisco lasciare che ciascuno possa immaginarlo attraverso ciò che fa, ciò che vive e soprattutto attraverso il modo in cui Kira lo guarda.

Per questo nelle sue immagini vediamo una figura che cammina, oppure un uomo seduto accanto al proprio cane.

In fondo basta quello.

Perché Giuseppe, nelle storie di Kira, si riconosce soprattutto da chi gli cammina accanto.

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